The World’s 50 Best Restaurants 2016

By 27 giugno 2016food style

A New York  il 13 giugno 2016 va in scena la premiazione di The World’s 50 Best restaurants, l’oscar della gastronomia internazionale che ogni anno redige la classifica dei 50 migliori ristoranti nel mondo. Quest’anno la vittoria va all’Italia grazie al ristorante Osteria Francescana dello chef Massimo Bottura, che conquista circa mille esperti gastronomici e si aggiudica l’indiscutibile primato. Ma vediamo come si posizionano anche i latinoamericani..

Al quarto posto il ristorante Central (a Lima) dello chef peruviano Virgilio Martinez, quarto anche l’anno scorso e al primo posto da alcuni anni nella classifica del Latin Americas’s 50 Best Restaurants, prestigiosa edizione latinoamericana del premio in questione. Virgilio apre il ristorante Central nel 2010, dopo anni di ricerca studiando gli ingredienti autoctoni del Perù che reperisce nell’ Amazzonia, nel deserto, nelle Ande e nella costa del Pacifico. Nel suo ristorante delizia i suoi ospiti con piacevoli tour gastronomici nella biodiversità peruviana, fatta anche di mix culturali che Virgilio più volte dichiara essere alla base del successo della cucina peruviana nel mondo.

VIRGILIO MARTINEZ

Oggi Virgilio è proprietario anche di 2 ristoranti di successo a Londra, Lima London, che dopo meno di un anno dalla sua apertura riceve una stella michelin e Lima Floral, altro ristorante di successo che lo rende ancora più conosciuto e più impegnato anche in Europama l’ amore per il suo paese, per la cucina e la passione per la scoperta di sapori ed ingredienti autentici peruviani l’hanno portato a continuare ad occuparsi di diversi progetti in ambito di studio ed esplorazione delle materie prime. Tra questi  il progetto Mater Initiative, un progetto di ricerca che lo vede insieme ad un gruppo di ricercatori, viaggiare attraverso il Perù per documentare centinaia di ingredienti diversi, condividendo informazioni sul loro uso, la loro storia e sul loro significato culturale, ma soprattutto storie che raccontano la biodiversità nel paese e nella gastronomia peruviana.

In Italia nel 2015 Virgilio, come ambasciatore della gastronomia peruviana, ha partecipato a “Perù, feeds your soul”, rassegna gastronomica collegata a Expo 2015 e organizzata da Promperù, dove ha promosso la cucina peruviana impegnandosi in cucina, in showcooking e in congressi sulla biodiversità delle materie prime peruviane.

ALEX ATALA

All’undicesimo posto della classifica il ristorante D.O.M (a San Paolo) dello chef brasiliano Alex Atala,  famoso per aver rivoluzionato la cucina brasileira. La sua rivoluzione nasce dagli ingredienti, usa ricette e prodotti nativi (brasiliani), come il semplice riso e fagioli (arroz e feijão) ai quali però si diverte ad applicare tecniche raffinate di alta cucina.

Al tredicesimo posto il ristorante Maido (a Lima) dello chef peruviano Mitsuharu Tsumura (detto Misha), nato in Perù ma di origini giapponesi, è uno dei più grandi esponenti internazionali della cucina Nikkei, cucina che affascina e conquista ogni palato grazie alla raffinata mescolanza di sapore e semplicità della cucina peruviana e della cucina giapponese.

GASTON ACURIO E MISTUHARI TSUMURA

Trentesimo posto per il ristorante Astrid y Gastón (a Lima) del popolare chef peruviano Gastón Acurio. Ambasciatore della cucina peruviana nel mondo, proprietario di oltre 20 ristoranti in Perù e all’estero e presentatore di uno show televisivo, è stato in grado di risvegliare l’orgoglio patriottico peruviano valorizzando il patrimonio gastronomico e la biodiversità naturale delle materie prime (basti pensare che tra le patate locali peruviane, si contano 3800 varietà differenti). Nella sua cucina hanno lavorato i più promettenti chef peruviani, tra cui lo stesso Virgilio Martinez a Madrid e Bogotà. Oggi nei suoi ristoranti si avvale della collaborazione dei migliori chef a livello mondiale e investe sempre su nuovi talenti dei fornelli.

Vent’anni dopo l’apertura di Astrid y Gaston,  nel 2014 Gastón decide di lasciare la guida del ristorante per dedicarsi ai progetti di promozione del patrimonio gastronomico peruviano ma ad inizi 2016 torna alla guida più determinato che mai, dichiarando come obiettivo principale della sua leadership quello di portare avanti la sua filosofia di cucina che si basa su sostenibilità, sapore e uno stile peruviano globale. S’impegna a lavorare direttamente con agricoltori, produttori, pescatori e tutti coloro che l’aiutino a costruire una vera comunità attorno al ristorante. Ci riesce? Con successo!

RODOLFO GUZMÁN

Al trentaseiesimo posto il ristorante Boragó dello chef cileno Rodolfo Guzmán, che dopo l’esperienza lavorativa in Mugaritz nei Paesi Baschi torna in Cile determinato ad aprire un ristorante che non imitasse quello che stava succedendo in Europa. Con questi presupposti nel 2007 apre Boragó, dallo spagnolo borragine.

Guzmán nel ristorante Boragó pone alla base della sua cucina l’utilizzo di materie prime che trova nei mari, nelle foreste, nelle valli e nelle montagne cilene, scegliendo con cura ciò che la natura può fornire in un determinato momento. Si serve anche dell’eredità dei suoi antenati cileni: cucina su pietre calde, alimentando il fuoco fuoco con il legno proveniente da tutte le parti del Cile. Recupera così le cotture tradizionali e si caratterizza per il suo modo selvaggio, rustico, indigeno ma innovativo allo stesso tempo.

Alla prossima edizione di The World’s 50 Best restaurants!